venerdì 12 settembre 2014

Opuscolo o minuscolo?

           Ho letto sul Messaggero Veneto di oggi la critica all'Assessore alla cultura del Comune di Tolmezzo perchè avrebbe "assegnato un contributo di 300 euro al concittadino Igino Piutti in occasione della pubblicazione di un opuscolo". L'opuscolo di cui trattasi è la pubblicazione dopo quattrocento anni del testo originale in latino, con una moderna traduzione a fronte dell'opera di Fabio Quintiliano Ermacora "De Antiquitatibus Carneae - Storia Antica della Carnia", che mi ha impegnato per qualche mese (gratis, ma sono fatti miei!) che però richiede un impegno di spesa di 7.500 euro per costi vivi di editoria e tipografia,
           Fortunatamente ci sono degli Enti e dei privati che dimostrano una intelligenza ed una sensibilità superiore a quelle che rivela la minoranza del Comune di Tolmezzo, e mi hanno consentito di coprire i costi e di poter quindi fare omaggio ai cittadini, e soprattutto agli studenti, della Carnia di duemila copie di un'opera che spiega quanto fossero bravi ed intelligenti i carnici del passato.
Al Comune di Tolmezzo, che ho voluto figurasse come promotore dell'iniziativa, che con la precedente Amministrazione mi aveva già risposto di non avere risorse per opere del genere, provocatoriamente non ho chiesto alcun contributo, ho solo chiesto di acquistare 20 copie, una per ogni consigliere comunale, pensando fosse utile per loro considerare la grandezza del nostro passato, per immaginare il futuro di un paese che ha voluto definirsi città.
Operam et impensam perdidi! (Vedo che è tutto tempo perso!),.. Non finirò mai di complimentarmi per l'intelligenza dei cittadini che hanno democraticamente deciso di "mandare a casa" chi ritiene un "opuscolo" l'opera di Fabio Quintiliano Ermacora, lo storico cui è dedicata una delle più importanti vie della nostra "città":

domenica 13 luglio 2014

La disgrazia di vivere in montagna.



Carissimo Giulio,
fianlmente ho realizzato il sogno di abbandonare la montagna e andare ad abitare a Udine. Ho comprato a poco prezzo un appartamento nel quartiere di San Domenico, molto comodo perchè vicino alla circonvallazione. Il quartiere è uno strano insieme di condomini dagli stili più disparati, ma ha il fascino della città. Saremo in circa quindicimila, metà della Carnia, non ci sono negozi, osterie, poco anche il verde. Ma chi se ne frega! Sono finalmente e vivere in città con le comodità della città. Ho trovato lavoro in una fonderia alla ZIU, a dir il vero un poco faticoso perchè devo spostare carichi pensanti in prossimità di un altoforno, ma è un lavoro che mi piace. Mi è anche facile raggiungere il posto di lavoro. Gli orari dell'autobus non coincidono con quelli di lavoro, ma in macchina ci sto meno di mezz'ora. Più o meno dieci semafori e qualche volta il traffico intasato, ma come ti ho detto, meno di mezz'ora. Prima riesco anche a portare mio figlio alla scuola elementare. Non è proprio nel quartiere, non c'è lo scuolabus, ma in quindici minuti, anche meno, ci si arriva. E poi c'è il vantaggio che mio figlio frequenta una scuola di città. Non sai quanto sto bene poi alla sera nel mio appartamento in condominio, alle volte sento la voce della televisione del vicino, ma non provo nessun fastidio, come non mi dà fastidio sentire quelli del piano di sopra che alle volte fanno un chiasso infernale. Che sono queste quisquiglie a fronte della possibilità di vivere in città! Mia moglie non lavora e quindi ha il vantaggio di poter riempire il suo tempo andando a far la spesa in un bellissimo e fornitissimo supermercato. Neanche tanto distante, a piedi, a passo allegro, ci si mette meno di ventiminuti. Ti confesso, da quando sono qui, sono diventato un'altro, sono diventato ottimista, vedo sempre i bicchieri mezzo pieni. Deve essere l'effetto dell'aria di città. Mandi.

Carissimo Marco,
ho letto con piacere e non senza una grande invidia la tua lettera. Qui invece a Comeglians tutto come sempre. Come sai non ho trovato purtroppo lavoro alla Cartiera di Ovaro, e devo spostarmi fino a Tolmezzo. Potrei usare la corriera, ma preferisco andare in macchina. Ci metto ben venti minuti. Sai che stress! Una noia terribile, sentendo alla radio la solita musica e le solite notizie. Anche sul lavoro non va meglio. Sono in un reparto presse. Prima mi affaticavo a prendere i pezzi, ma adesso hanno messo un nuovo robot che fa il lavoro al mio posto, ed io devo solo controllare la macchina. Sai che paio di palle! Alla sera di nuovo i venti minuti di macchina, e poi, per fare qualcosa, lavoro nell'orto, a spezzarmi la schiena per rendermi conto di quanto sia bassa la terra, come diceva già mio nonno. Anche io ho un figlio che frequenta le elementari, ma ho appena finito di baruffare con il Sindaco perchè invece che davanti a casa, ha messo la fermata dello scuolabus a duecento metri. Poi non so, il ragazzo mi dice che in classe hanno la LIM che studiano sui computers... Sai, con queste scuole di montagna, non vorrei trovarmi con un figlio che non sa neppure scrivere. Mia moglie lavora all'Albergo diffuso, ma è solo part time, e non smette mai di lamentarsi per il disagio di non trovare abbastanza fornito il negozio che abbiamo a due passi da casa. Purtroppo hanno chiuso l'osteria che avevo davanti a casa e devo fare (non li ho misurati ma sono forse più che meno) ben trecento metri per raggiungere gli amici, per un bicchiere ed una chiaccherata prima di cena. Alle volte ci diamo anche appuntamento per il dopocena per fare una partita. Ma non sempre. E poi comunque sono sempre le solite facce, i soliti discorsi!
Per questo più spesso mi fermo a guardare la televisione, nella pace della mia casetta, isolata e immersa nel verde. Ma non ho mica tutti i canali di cui puoi disporre tu! Qui, se va bene, ne ho solo una quarantina, e non trovo mai qualcosa d'interessante da vedere, ed anche con il telefonino ci sono problemi di campo. Dicono che arriverà la banda larga, ma campa cavallo...

Avessi avuto anhe io il coraggio che hai avuto tu e mi fossi trasferito a godermi la vita di città!... Qui per chi vive in montagna è sempre più nera, il bicchiere è sempre mezzo vuoto e l'invidia regna sovrana! Mandi

giovedì 15 maggio 2014

Tolmezzo il 25 maggio al voto.

Concittadini del Comune di Tolmezzo,
 il nostro Comune ha ottenuto il titolo di “città”, ma credo sia sotto gli occhi di tutti che mai, come in questo momento, è stato così poco “città”, che mai siamo stati così in basso. Eravamo il quinto capoluogo della Regione, il capoluogo della montagna, siamo diventati una delle ultime periferie della Regione. La perdita del Tribunale e delle caserme sono solo l’ultimo crollo d’un terremoto che ha distrutto Tolmezzo sotto il profilo economico e sociale e delle relazioni esterne ed interne. Per fortuna non ci sono crolli nelle Aziende insediate e regge l’occupazione.
 Credo sia sotto gli occhi di tutti l’urgenza di dare avvio alla ricostruzione: attivarsi per consolidare e sviluppare l’occupazione, ricostruire il tessuto sociale. C’è da ricostruire il rapporto con la Carnia, il rapporto tra il capoluogo e le frazioni, c’è da acquisire una nuova visibilità e un nuovo ruolo a livello regionale. Devono essere coinvolte le categorie, dai commercianti agli artigiani agli industriali, assieme alle le associazioni che operano nei diversi settori, dalla cultura, allo sport e all’assistenza in una nuova prospettiva di crescita e sviluppo. Si devono ricreare le motivazioni per ottenere la partecipazione d’ogni cittadino allo sviluppo della “sua” comunità.
 Pensare di affidare l’avvio della ricostruzione a chi è responsabile di non aver saputo evitare gli ultimi crolli è fuori d’ogni logica. E’ evidente che si può solo scommettere su chi si impegna a cambiare. E’ evidente che va ricercata una soluzione che metta il nostro Comune in linea con la Regione ed il Governo nazionale, per avere nei nostri riguardi l’attenzione di cui avremo bisogno nell’opera di ricostruzione.
 Le elezioni del 25 maggio devono segnare il punto di ripartenza, dobbiamo sentire il dovere civico di andare a votare, dobbiamo sentirci impegnati per noi e per i nostri figli a portare, con il voto responsabile di ognuno di noi, il nostro mattone personale perché possa iniziare l’opera di risalita e di ricostruzione, per fare del nostro Comune una comunità nella quale si può scegliere di vivere.
 Igino Piutti già Sindaco di Tolmezzo dal 1975 al 1990.

martedì 1 aprile 2014

Il romanzo storico "Aquiileia: de urbis ortu"

Ci volesse prepararsi all'incontro di presentazione può risentire l'intelligente intervista che Alessandra Salvadori ha fatto agli autori sull'emittente televisiva TELEFRIULI. (clicca sul titolo o imposta in Youtube "aquileia romanzo").

lunedì 31 marzo 2014

La Biblioteca civica "Adriana Pittoni" di Tolmezzo vi invita venerdì 4 aprile 2014   alle ore 18,00 presso la sala conferenze del Museo Carnico in via della Vittoria 4 a Tolmezzo, dove  
Diego Carpenedo e Igino Piutti dialogando fra loro e con il pubblico   presenteranno il loro libro Incrociando alcuni dati storici con elementi di fantasia il romanzo ripercorre le fasi della fondazione di Aquileia ricostruendo in modo originale il rapporto tra Karni e Romani. Il console Acidino fondatore di Aquileia conoscendo i Karni insediati sulle montagne che fanno corona alla pianura friulani, visitando le loro capitali di Sezza (Segesta) e Dellach (Gurina), al di qua ed al di là del passo di MonteCroce, si appassiona della loro cultura, e si innamora della loro regina, Medea. Trasforma quindi Aquileia in un modello di città dell'integrazione tra più culture, quella romana e quella carnica. Questo sarà il valore aggiunto che consentirà alla nuova città di diventare in breve la seconda città dell'Impero Romano. Questo è il modello che può essere riproposto e rende attuale il romanzo. Però, ora come allora, c'è sempre qualcuno che si oppone alle idee di largo respiro. Acidino avrebbe anche voluto realizzare, ove oggi sorge Amaro, la città satellite di Karnia. Ma, il suo sogno è finito per costargli la vita... Biblioteca Civica "Adriana Pittoni" Tolmezzo via Renato Del Din 3 33028 TOLMEZZO   UD 0433487950

giovedì 27 marzo 2014

Ai Giovani candidati al Comune di Tolmezzo.

Scrivo per la simpatia che provo nei vostri confronti per la decisione che state assumendo di candidarvi alle prossime elezioni comunali. Vi fa onore l'idea di scegliere di impegnarvi per il bene e lo sviluppo della comunità nella quale vivete. Ma proprio perchè vi apprezzo consentitemi di dirvi che non vi capirei se metteste il vostro nome a supporto d' un vecchio pensionato, il sindaco uscente. Pur riconoscendone la rispettabilità, per definizione un pensionato è persona messa a riposo perchè a causa dell'età non può essere efficiente nel suo lavoro. E voi pensate che la crisi che sta attraversando Tolmezzo possa essere affrontata da una persona messa a riposo? Già questi ultimi anni sono stati caratterizzati da una serie di crolli. Forse inevitabili, ma che un giovane avrebbe affrontato con maggiore determinazione, anticipando i tempi, sfruttando meglio le relazioni e salvando certo qualcosa di più.. Ed ora, la ricostruzione di Tolmezzo dopo questi crolli ritenete possa essere affidata ad un pensionato a fine corsa? Ora che gli sono venute meno anche le relazioni personali privilegiate che poteva avere a livello regionale?...Io passo per il sindaco della ricostruzione perchè ho amministrato nel dopo terremoto, ma la ricostruzione di cui necessita ora Tolmezzo è ancora più impegnativa della ricostruzione materiale di quella volta Non è un problema di destra o di sinistra, di progressisti o conservatori, il problema è Tolmezzo e la ricostruzione di ciò che in questi anni si è sfasciato sotto il profilo dei rapporti interni sul piano economico e sociale, dei rapporti tra capoluogo e frazioni, del ruolo di Tolmezzo in rapporto alla Carnia, nei confronti della Provincia ed alla Regione. Tolmezzo ha urgente bisogno di nuove idee e di forze nuove per realizzarle, non di stampelle per tenere in piedi chi non ha idee. Gettate le stampelle e ritrovatevi come giovani su un programma per una nuova Tolmezzo. Non fate i portatori d'acqua per un mulino a fine corsa. Vi parla uno con l'esperienza d'un settantenne che ha fatto il Sindaco con l'entusiasmo la passione e la forza che si può avere a trentadue anni (l'età di quando ho iniziato a fare il Sindaco, con qualche assessore più giovane di me!). Non preoccupatevi di chi vi dice che non avete esperienza. Se c'è la grinta, la voglia e l'entusiasmo, le competenze si acquisiscono in poco tempo, mentre nessuno può ridare la grinta a chi è bruciato dalla troppa esperienza e dal tempo. E lo stesso discorso vale per chi si candida nelle liste “alternative”. Per il meccanismo elettorale tra i candidati sindaci uno farà il sindaco l'altro il capogruppo dell'opposizione, (le elezioni diranno chi dei due, ma già oggi si sa quali siano i due!) gli altri candidati potranno continuare solo a fare testimonianza, soddisfacendo al loro desiderio di protagonismo, rimandando a casa delusi quelli che hanno utilizzato per farsi eleggere... Purtroppo non è questo il tempo delle testimonianze. Per Tolmezzo è finito il tempo del dire, è urgente che inizi il tempo del fare. Per questo è indispensabile la voglia di fare e l'entusiasmo di voi giovani. Spendetevi in prima persona, tra giovani e con i giovani, non fatevi usare, non lasciate bruciare il vostro entusiasmo da chi vi vuole strumentalizzare. Auguri comunque perchè l'esperienza di candidati lasci un segno positivo nella vostra esperienza di vita. Mandi! Igino Piutti (per voi che non potete ricordare, sindaco di Tolmezzo dal 1975 al 1990)