Grazie ad Alberto Terasso e a Udinese TV si torna a parlare della Resistenza in Carnia. E' stata definita "Le radici del futuro" chissà che dissodandole non si ottenga veramente qualche risultato ai fini della costruzione del futuro della Carnia.https://www.youtube.com/watch?v=gUaIcTlsbus&t=65s
https://www.youtube.com/watch?v=gUaIcTlsbus&t=65s
domenica 9 dicembre 2018
venerdì 11 maggio 2018
IL MAESTRO DI TOLMEZZO CICLISTA.
| La piazza. In fondo, la scuola. |
Il
20 maggio è partita per la prima volta da Tolmezzo una
tappa del giro d’Italia. E' stata anche l’occasione per ricordare la nascita del
ciclismo carnico.
Proprio 111 (bel numero!) anni fa!!!.
Correva infatti l’anno 1907 quando all’Albergo Roma alle ore 21 del 26 maggio, secondo il diario del tempo intitolato “Il Biricchino” si costituiva il Club Ciclistico Carnico. Notizia che trova conferma nel giornale La Patria del Friuli del 28 maggio, (il Messaggero Veneto del tempo), con la precisazione che “chiunque desidera iscriversi a questa unione ciclistica deve presentare regolare domanda che verrà sottoposta al giudizio del Consiglio”. Alla costituzione erano presenti una trentina di persone, tra le quali anche una donna, e si decise anche per la prima gita sociale per il giorno 31 fino a Piano d’Arta. Un circolo borghese esclusivo evidentemente, se un giovane maestro elementare venuto da Predappio in Romagna, si vide respingere la domanda di adesione. Forse aveva dato fastidio anche la domanda di qualche carnico, per cui, già sabato 8 giugno, secondo lo stesso diario, il circolo abbandonò il nome di “carnico” per assumere quello di “tolmezzino”.
Proprio 111 (bel numero!) anni fa!!!.
Correva infatti l’anno 1907 quando all’Albergo Roma alle ore 21 del 26 maggio, secondo il diario del tempo intitolato “Il Biricchino” si costituiva il Club Ciclistico Carnico. Notizia che trova conferma nel giornale La Patria del Friuli del 28 maggio, (il Messaggero Veneto del tempo), con la precisazione che “chiunque desidera iscriversi a questa unione ciclistica deve presentare regolare domanda che verrà sottoposta al giudizio del Consiglio”. Alla costituzione erano presenti una trentina di persone, tra le quali anche una donna, e si decise anche per la prima gita sociale per il giorno 31 fino a Piano d’Arta. Un circolo borghese esclusivo evidentemente, se un giovane maestro elementare venuto da Predappio in Romagna, si vide respingere la domanda di adesione. Forse aveva dato fastidio anche la domanda di qualche carnico, per cui, già sabato 8 giugno, secondo lo stesso diario, il circolo abbandonò il nome di “carnico” per assumere quello di “tolmezzino”.
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| L'alloggio |
Il
giovane maestro respinto si chiamava Benito Mussolini.
Checchè se ne dica, in positivo o in negativo, di ciò che ha fatto dopo, Mussolini è stato tra i primi dimostrare in Carnia i vantaggi e gli svantaggi dell’andare in bicicletta. Come si legge nella ricostruzione che ne ho fatto nel romanzo “Il maestro di Tolmezzo”, Mussolini aveva ottenuto l’incarico di maestro nel capoluogo della Carnia per l’anno scolastico 1906/7. Alloggiava alla locanda “Alla Scala”ove c’è oggi il negozio di abbigliamento di Cacitti in via Cavour, insegnava a palazzo D’Orlando, adibito a scuola elementare, ora sede dell’Ufficio Tecnico del Comune in Via Jacopo Linussio.
Checchè se ne dica, in positivo o in negativo, di ciò che ha fatto dopo, Mussolini è stato tra i primi dimostrare in Carnia i vantaggi e gli svantaggi dell’andare in bicicletta. Come si legge nella ricostruzione che ne ho fatto nel romanzo “Il maestro di Tolmezzo”, Mussolini aveva ottenuto l’incarico di maestro nel capoluogo della Carnia per l’anno scolastico 1906/7. Alloggiava alla locanda “Alla Scala”ove c’è oggi il negozio di abbigliamento di Cacitti in via Cavour, insegnava a palazzo D’Orlando, adibito a scuola elementare, ora sede dell’Ufficio Tecnico del Comune in Via Jacopo Linussio.
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| La lettera di dimissioni |
Tra
i ben altri vari primati che conquisterà nella vita, credo sia stato anche il
primo insegnante elementare a diventare
vittima del bullismo. Infatti per colpa d’un alunno scapestrato, certo Artico Fioravante,
è arrivato a tal punto di esasperazione da vedersi costretto a inviare al Direttore didattico la lettera di dimissioni. Allora come ora, vigeva in Friuli il metodo
“si cumbine”. C’è per ogni cosa un possibile aggiustamento. Nel caso in
questione si “combinò” l’espulsione di Fioravante, per consentire al maestro di
completare l’anno scolastico.
Ma
questa è un’altra storia.
Tornando al ciclismo, nella documentata ricostruzione storica che ne ho fatto, Mussolini sapeva andare in bicicletta, ed è stato tra i primi a diffondere in Carnia il piacere della pedalata. Sapeva per modo di dire perché, come si legge a pag. 391, del romanzo in forma di diario, il 5 giugno per tenersi in allenamento era andato fino ad Amaro.
“Al rientro, proprio nel centro storico del paese, su via Umberto I, no so cosa è stato. Forse della ghiaia fuori posto, non so!
O forse correvo troppo per mostrare le mie capacità ciclistiche a
quelli che non mi hanno ammesso al circolo ciclistico. Vero è che ho fatto un
capitombolo disastroso. Fortunatamente non mi sono fatto niente, ma mi sono
rialzato, bianco di polvere, come un mugnaio che esce dal mulino, e ho dovuto
attraversare il resto del paese in queste condizioni”.
Tornando al ciclismo, nella documentata ricostruzione storica che ne ho fatto, Mussolini sapeva andare in bicicletta, ed è stato tra i primi a diffondere in Carnia il piacere della pedalata. Sapeva per modo di dire perché, come si legge a pag. 391, del romanzo in forma di diario, il 5 giugno per tenersi in allenamento era andato fino ad Amaro.
“Al rientro, proprio nel centro storico del paese, su via Umberto I, no so cosa è stato. Forse della ghiaia fuori posto, non so!
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| La copertina del romanzo |
Quella
del tenersi in allenamento era evidentemente una scusa perché qualche giorno
prima, il 19 maggio si era dimostrato un vero passista. Si fece accompagnare fino a Resia dal suo amico Ciani, per risolvere una
questione d’amore. Finì invece a Chiusaforte in una specie di casino, a
dimostrare quanto fosse in forma, nello sport che preferiva, nel quale, già allora, la
faceva da campione.
mercoledì 9 maggio 2018
PUSEA DI VERZEGNIS
Pusea, compendio della Carnia,
tra passato e futuro.
Al paese di Pusea, ci si arriva anche da Verzegnis dalla strada che attraversa il lago omonimo. Ci si arriva in macchina, e c’è anche il parcheggio. Ma chi ama il fascino della scoperta deve salire da Cavazzo Carnico. Lasciata la macchina al parcheggio del Ristorante al Pescatore, si prende la carrareccia segnalata come Cammino delle Pievi. La strada di accesso al paese infatti è anche un tratto della tappa, tra le Pievi di Cesclans e di Verzegnis, dell’ormai famoso cammino turistico devozionale. La comoda carrareccia ampia e ben tenuta, con i tratti in pendenza sistemati a calcestruzzo, consente di avanzare in gruppo, commentando meravigliati le forre e i dirupi strapiombanti del rio Faeit. Non è difficile immaginare ci fosse un lago, nella notte dei tempi, nell’invaso al cui fondo abbiamo lasciato la macchina.. La strada è stata risistemata per le esigenze militari della prima guerra mondiale, ma la sua costruzione risale senza dubbio almeno all’epoca della conquista romana. Forse più antica, opera dei Celti, che preferivano le montagne ai fondovalle. Manca da tempo un ponte di legno crollato, chissà che non ci pensi Trieste, ora che i Carni non ci sono più!
Salendo
si discute e si immagina, procedendo in
una galleria di verde. Alle spalle l’Amarianna che emerge con la vetta soltanto,
bella nel biancore della roccia in contrasto con il verde del rilievo del monte
Alz che la copre. Davanti, incombenti il Piçiàt e il Bottai e lo scrosciare dell’acqua
del rio Faeit. Il paese emerge dal bosco all’improvviso dopo un tratto in
leggera discesa. Una decina di case, in una conca di verde. Non puoi non
pensare a un nido d’uccello sospeso tra una montagna e l’altra. 66 abitanti
dice la storia fino all’ultima guerra, quando vivere era poco più che
sopravvivere, e, per riuscirci, ogni filo d’erba era utile per mantenere in
stalla una mucca in più, per far pascolare una capra di più. Nel dopoguerra
quando si è capito che emigrando nel resto d’Europa, ci si poteva immaginare una vita meno ingrata di quella a
cui costringeva la povertà della montagna, il paese si è in breve dissolto.
Come tanti altri in Carnia. Sono rimaste le case. In gran parte ricostruite
dopo il terremoto del 1928, dimostrazione evidente delle tecniche antisismiche
del tempo. Risistemate dopo il terremoto del 1976. Per chi?
A
dare la riposta l’abbaiare dei due cani dell’unica abitante. E la voce cordiale
di un udinese che da 47 anni vive quassù. “Non stabilmente, solo i fine
settimana e durante le ferie!”. Scherzi chiedendogli se c’è l’osteria e ti
risponde con la generosa ospitalità dei friulani. Imprecando alla burocrazia,
ma offrendoti il suo vino, facendoti sedere
al suo tavolo. Spiegandoti la sua scelta! Di primo acchito incomprensibile ma
che comprendi bene se ti lasci ammaliare dal respiro della piccola valle, dal
silenzio velato dal magico frusciare lontano
d’una cascata, contrappuntato dal tubare del cucùlo. E’ questa la Carnia di domani?
Quella di qualche
nostalgico e di qualche cittadino in cerca di tranquillità? Perché no? Se tra i
nostalgici e gli amanti della tranquillità si torna ai 66 d’un tempo. Ma per
riuscirci all’udinese che vorrebbe aprire un punto di ristoro, per offrire ad
altri un bicchiere e magari anche un letto, gli dovresti fare un monumento non
avvilupparlo in mille pastoie burocratiche, che spengono sul nascere ogni buona
intenzione. Basterebbe un articolo di legge che esonera da ogni imposta e tasse
le attività produttive di qualsiasi tipo insediate in centri abitati con meno
di 500 abitanti, oltre i 500 metri di quota. Esonero esteso all’acquisto e alla
ristrutturazione delle case, prima che si riducano in macerie. Provvedimento
senza costi ma di grandi risultati!
| La sega veneziana. |
| L'officina. |
Per
il futuro forse Pusea può solo suggerire speranze di buonsenso!... Per il suo passato però il paese è già un
monumento all’ingegnosità carnica. Mancano tante cose quassù, ma non l’acqua. Per questo è stato il
primo paese in Carnia ad avere la luce elettrica nelle case. Nel 1902 tal
Giuàn di Tònia s’è fatta la centralina idroelettrica. Di notte la
corrente illuminava la case. Di giorno l’energia della turbina veniva
utilizzata per azionare un mulino, una sega veneziana, una pialla, un tornio ed
una mola. Si vedono ancora i resti degli impianti, e fa specie che a nessuno
sia venuta l’idea di recuperarli, per farne un piccolo museo. Sarebbe stato un
richiamo in più, per non lasciar morire il paese. Recuperare il passato per
immaginare il futuro! Non soltanto come romantica nostalgia, ma come monito e stimolo. Anche in questo Pusea
è d’esempio. Accanto ai ruderi del passato come uno squarcio sul futuro
colpisce la presenza di due lampioni pubblici a led, alimentati dal sovrastante
pannello solare. Un prodotto frutto dell’ingegnosità carnica di oggi. Pusea, una meta per una bella passeggiata, ma anche un luogo
per riflettere sul futuro della Carnia. (Igino Piutti)
(Dal Messaggero Veneto di sabato 5 maggio 2018)
lunedì 23 aprile 2018
Benito Mussolini vittima del bullismo.
Il fatto che anche il futuro #Duce a 23 anni, come maestro elementare, sia stato vittima di un bullo di 14 anni, al punto di decidersi ad abbandonare la scuola, dovrebbe portare a riflettere quanti, in questi giorni, stanno sproloquiando e versando fiumi d'inchiostro sull'argomento.
mercoledì 4 aprile 2018
Benito Mussolini, maestro a Tolmezzo.
Il romanzo "Il maestro di Tolmezzo", ricostruisce il diario che avrebbe tenuto Benito
Mussolini, maestro elementare a Tolmezzo nell’anno scolastico 1906/7. Un anno
di sbornie cicloniche, come egli stesso riporta nel diario che avrà modo di
scrivere alcuni anni dopo del carcere di Forlì? O un anno importante per la
formazione del carattere del personaggio che diventerà il Duce? Un romanzo d’attualità perché diario d’un giovane precario che non sa cosa farà da grande, mentre poi riuscirà a diventare il Duce.
Un romanzo storico perché romanzo della formazione d’un personaggio che tanta parte avrà nella storia dell’Italia.
Un diario che ti prende e coinvolge per il ritmo con il quale si succedono fatti, personaggi, ambienti di un paese di provincia all’inizio del Novecento.
Acquistabile nelle edicole e librerie, in Amazon o IBS e
nelle altre librerie online, oppure al sito dell’editore https://bookabook.it/libri/il-maestro-di-tolmezzo/
giovedì 25 gennaio 2018
Benito Mussolini maestro elementare a Tolmezzo,
E' arrivato finalmente nelle edicole e librerie il mio ultimo romanzo "Il Maestro di Tolmezzo". E' un romanzo storico. Il risultato quindi di ricerche che ho fatto nell'Archivio comunale di Tolmezzo e rileggendomi tutti i giornali del tempo. Ma poi ho dovuto supplire con la fantasia alla mancanza di documenti, avendo sempre come metro "il verosimile".
Il romanzo ricostruisce un presunto diario scritto dal maestro. Presunto, ma probabile perchè Benito amava tenere il diario ed è tradizione che a Tolmezzo ne abbia lasciato uno all'amante Luigia. Per lo stile, mi sono richiamato al romanzo d'appendice che ha scritto a Trento, l'anno dopo aver lasciato Tolmezzo, intitolato "L'amante del Cardinale", Per i contenuti di carattere politico filsofico e religioso mi sono rifatto al libro "L'uomo e la divinità: Dio non esiste" scritto in Svizzera due anni prima di arrivare a Tolmezzo. Anche la foto sgarruffata della copertina è quella segnaletica che gli è stata fatta in carcere in Svizzera e quindi risale a quegli anni, Rende bene l'idea dell'atteggiamento da "socialsta rivoluzionario" del giovane maestro, che ha reso problematica la sua accoglienza in una società conservatrice e bigotta come quella della Tolmezzo dell'inizio del Novecento. Sembrerebbe completamente di fantasia la sua storia d'amore dalla quale sarebbe nato un figlio. Tuttavia a Tolmezzo si è sempre saputo che il maestro aveva lasciato un figlio. Ma chi? Nel mio romanzo, c'è una risposta nuova, che rivaluta e nobilita il personaggio del giovane maestro. Arrvando alla fine del romanzo il lettore credo resterà convinto che anche questa ipotesi è più che verosimile. Buona lettura e Grazie anticipate per gli eventuali commenti, graditi anche se critici.
Il romanzo ricostruisce un presunto diario scritto dal maestro. Presunto, ma probabile perchè Benito amava tenere il diario ed è tradizione che a Tolmezzo ne abbia lasciato uno all'amante Luigia. Per lo stile, mi sono richiamato al romanzo d'appendice che ha scritto a Trento, l'anno dopo aver lasciato Tolmezzo, intitolato "L'amante del Cardinale", Per i contenuti di carattere politico filsofico e religioso mi sono rifatto al libro "L'uomo e la divinità: Dio non esiste" scritto in Svizzera due anni prima di arrivare a Tolmezzo. Anche la foto sgarruffata della copertina è quella segnaletica che gli è stata fatta in carcere in Svizzera e quindi risale a quegli anni, Rende bene l'idea dell'atteggiamento da "socialsta rivoluzionario" del giovane maestro, che ha reso problematica la sua accoglienza in una società conservatrice e bigotta come quella della Tolmezzo dell'inizio del Novecento. Sembrerebbe completamente di fantasia la sua storia d'amore dalla quale sarebbe nato un figlio. Tuttavia a Tolmezzo si è sempre saputo che il maestro aveva lasciato un figlio. Ma chi? Nel mio romanzo, c'è una risposta nuova, che rivaluta e nobilita il personaggio del giovane maestro. Arrvando alla fine del romanzo il lettore credo resterà convinto che anche questa ipotesi è più che verosimile. Buona lettura e Grazie anticipate per gli eventuali commenti, graditi anche se critici.
lunedì 8 gennaio 2018
Il binario morto.
La Carnia si mette in
moto
(e finisce in un binario
morto!...)
Fratelli
di Carnia – la Carnia s’è desta
Del
casco ciclista – s’è cinta la testa.
Persone
influenti , - i Sindaci in vista,
insieme
hanno chiesto – d’avere la pista,
ove
ora in disuso – c’è il vecchio binario.
Nessuno
ha risposto! – Neppure un vicario!
Ha
dato fastidio – la nuova richiesta?
Per
certo a Trieste – ben altro s’appresta
per
dar finalmente, - la gran soluzione
ai
mali pregressi – di questa regione:
a
frotte i turisti – su un vecchio trenino
verranno
a Tolmezzo – a farsi il panino…
Preclusa
la Carnia – è invece ai ciclisti
Che
vengon dall’Austria. – In tanti mai visti!
Va
via Filastrocca,- ed entra in Regione.
Cerca
il buon senso. – Sarà in un cantone
rimasto
da quando – la nostra Regione
rimava
nei fatti - con Dea Ragione!
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